Intervista agli ideatori e organizzatori del Riviera International Film Festival

Abbiamo incontrato gli ideatori e organizzatori del Riviera International Film Festival, la cui terza edizione si è appena conclusa. Chiara Fiorini, Vito D’Onghia e Stefano Gallini ci hanno parlato del RIFF di quest’anno e delle edizioni future.

Terza Edizione del Riviera International Film Festival. Come nasce un Festival Internazionale del Cinema in una cittadina ligure come Sestri Levante?

Chiara: Nasce da un affetto, quello di Stefano Gallini per questo piccolo pezzo di mondo a cui lega la sua infanzia e dal nostro, mio e di Vito che abbiamo scelto di far crescere qua la nostra famiglia nonostante il lavoro ci porti continuamente altrove .

Sestri è un luogo perfetto per essere il contenitore di eventi perché permette a tutti di godere appieno dell’ atmosfera e del contatto con gli ospiti in un clima cordiale ma non invadente: gli ospiti di questi anni hanno sempre apprezzato molto la possibilità di vivere il paese in libertà senza contare che avere uno scenario così bello a far da cornice è un valore aggiunto.

Qual è il momento più affascinante nell’impostazione di una manifestazione di questo calibro?

Chiara: L’apertura. E’ come un gomitolo di fili che si sgroviglia. Se si è lavorato bene e con precisione nei mesi precedenti inizi ad assaporare i risultati di tutte le scelte compiute.

Il red carpet, l’arrivo degli ospiti dei giornalisti è sempre un momento di grande adrenalina. Di anno in anno vedo presenziare le dirette dei media in questa giornata e questo è il segnale che stiamo consolidando un grande interesse da parte della stampa non solo regionale ma anche nazionale, siamo solo al terzo anno e abbiamo testate giornalistiche Rai, Mediaset Sky che hanno presenziato il festival per giorni e questa è un grande vittoria non solo nostra ma anche del territorio.

Che cosa vi ha guidato nella scelta delle tematiche?

Chiara: Non abbiamo mai fatto scelte semplici, ruffiane, ci siamo sempre ripromessi di rimanere autentici per come siamo. Credo che la qualità sia la caratteristica che contrassegna ogni scelta, dagli ospiti alla selezione dei film, agli eventi .

Quando scelgo il taglio per un evento e i relativi ospiti lo faccio per dare modo al pubblico di ascoltare una testimonianza sull’argomento profonda e credibile, così  è stato per la scelta di Nicolò Govoni, trovare un ragazzo italiano di 26 anni che combatte ogni giorno per chi ha bisogno mettendosi a rischio personalmente è per me un eroe e non potevo scegliere voce migliore per il panel sui diritti umani .

Una rassegna cinematografica dedicata ai registi under 35, protagonisti del cinema indipendente. Quali sono state le migliori soddisfazioni di questi 3 anni?

Chiara: Sono state tante il RiFF si è nutrito di soddisfazioni  senza le quali forse ad oggi nessuno di noi sarebbe qua .

La chiusura di ogni edizione ci ha sempre stupito e la crescita esponenziale di questo evento contagiato di un entusiasmo che penso un po’ sia tangibile e che è stato il vero motore di questo festival.

Vedere quadruplicare il pubblico presente in sala, e vedere i nostri ospiti commossi nel salutarci alla partenza mi ha lasciata veramente colpita, soprattutto perché in un luogo come sestri e fuori stagione la gente deve venire appositamente. Ieri ho ricevuto un messaggio molto bello da un amica che dirige in azienda importante a Milano che mi ha detto che un sacco di persone intorno a lei stanno parlando del Festival di Sestri Levante. Questo deve renderci orgogliosi .

Ci lasciate un commento sui vincitori del festival?

Stefano: i Vincitori del Festival rappresentano Ungheria, Danimarca, Spagna, Svezia, Francia, Inghilterra, Lituania. Tutti giovani di grande talento e con un futuro che dipenderà molto dalle loro scelte creative. Come per il festival di Telluride in USA, uno dei più ambiti al mondo, vogliamo arrivare ad un livello tale di selezione per cui essere ammessi al RIFF rappresenti già una vittoria. Il RIFF sta scoprendo dei registi di cui sentiremo parlare in futuro e abbiamo avuto una ulteriore conferma positiva per quanto riguarda le donne regista. Il talento e la sensibilità non hanno confini, non sono legati a etnie, preferenze personali, colore o diversità di gender: dobbiamo tutti ri-immaginare un mondo dove le opportunità sono uguali per tutti e bilanciate non a seconda di preferenze politiche o matrici ereditarie, ma solamente a seconda di criteri meritocratici. E’ un piano difficile da attuare, ma i vincitori del RIFF 2019 rispecchiano esattamente questi criteri.  

Il Festival, specie nella sezione documentari, è sempre di più impegnato su tematiche ambientali e legate ai diritti civili. Cosa vi ha spinto verso questa direzione?

Chiara: La nostra mission è sempre stata quella di ispirare, tematiche come i diritti umani, l’ecologia, i diritti delle donne sono a parer nostro un dovere. l’ informazione e la cultura sono le uniche armi che abbiamo per correggere un atteggiamento mentale passivo nei confronti di certe tematiche che andranno a determinare il futuro delle prossime generazioni

Spero davvero che sempre di più le scuole entrino in contatto con il RiFF in modo da creare una sinergia tra gli eventi e le nostre proiezione e un percorso didattico guidato dagli insegnanti sugli argomenti proposti. Sono anni che cerchiamo registi under 35 che abbiamo all’ attivo film di qualità ma è davvero difficile trovarli perché viviamo in un paese che non investe sui ragazzi che non li considera una potenzialità che non li sostiene bisogna creare delle generazioni consapevoli dei problemi e interessate a mettersi in gioco per risolverle solo così ci sarà un futuro .

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Luca Ravettino

Luca Ravettino

Sono nato e cresciuto a Sestri Levante, da sempre appassionato alla lettura e alla scrittura, ho avuto la fortuna di gestire una libreria per diversi anni. In seguito sono diventato copywriter, specializzandomi nel mondo dei Social Media. Oggi mi occupo anche di Digital Marketing. Con Segesta Magazine realizzo il sogno di scrivere storie per la mia città.

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