Negli anni ’80 si parlava esclusivamente di turismo balneare e quindi particolarmente a tutto ciò che era legato a spiaggia e mare con stagione molto corta, poi si è iniziato a pubblicizzare l’ambiente con la sentieristica e le peculiarità dell’ entroterra poi agli inizi degli anni 2000 l ‘offerta turistica si è completata con i valori del cibo a km zero per le produzioni agricole e nel caso dell ‘ittica a miglio zero.
Ecco dunque che nelle più importanti fiere turistiche all’estero oltra alla classica Bit italiana negli stand delle province liguri oltre a manifesti e depliant sono comparsi anche i rappresentati della gastronomia tradizionale ligure dal pesto, alla focaccia al formaggio, la focaccia all’olio, i muscoli di La Spezia, le acciughe salate e naturalmente il bagnun (acciughe e gallette) di Riva Trigoso che ha avuto l’onore di essere piatto nobile all’inaugurazione del Boot ( salone nautico) a Dusseldorf e ospite per sei anni della Messe di Freiburg.
Il grande interesse suscitato ha fatto capire che l enogastronomia poteva essere la chiave vincente per rendere ancora più accattivante il soggiorno. Il percorso non è stato facile perché alla base della genuinità dei piatti, sia di pesce che di terra resta la qualità dei prodotti. Purtroppo negli ultimi anni il desiderio di fare cassa ha abbassato la qualità dell’offerta , allontanando i residenti che fungevano da base nei periodi di bassa stagione e non invogliato gli ospiti a tornare .
Ecco in sintesi l augurio per una stagione ricca di successi per tutti gli operatori con la sola raccomandazione di puntare sul rapporto qualità presso e mantenendo intatte le tradizioni della gastronomia ligure.
Nella foto una veduta del grande Salone Nautico di Dusseldorf che ha visto i cuochi del Bagnun cimentarsi nella preparazione del piatto rivano