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Il breverl – Al MuSel un raro talismano salvato dalle fiamme della superstizione

Ci sono oggetti comuni malgrado l’età: reperti archeologici che affollano i magazzini dei musei di mezza Europa e che inevitabilmente finiscono per perdere un po’ del loro fascino agli occhi di molti. Poi ci sono gli oggetti rari. Spesso di difficile reperibilità a causa di una materia prima povera, ma a volte introvabili perché destinati alla distruzione a seguito di rituali scaramantici e, talvolta, di esorcismi.

A prima vista un libretto dalla custodia in metallo, simile a un breviario o a una bibbia da viaggio, il breverl ci apre le porte su un mondo fatto di devozione, antichi pellegrinaggi e superstizioni popolari.

Talvolta definito anche scaccia-diavolo, è di fatto una sorta di pendente concepito per difendere il portatore dal maligno: un vero e proprio talismano composito, anche se non è sempre stato così: l’origine di questi oggetti è ben più semplice rispetto al nostro esemplare.

Diffusisi dal XVII i breverl inizialmente consistevano in un foglio ripiegato su se stesso che serbante varie immagini di Santi patrocinanti contro il demonio.

Nel XVIII secolo vengono poi arricchiti dalla presenza di preghiere e formule esorcistiche, nonché spesso corredati da oggetti scaramantici: piccole sculture, pietre, conchiglie, ex voto in argento.

Quello conservato al MuSel testimonia esattamente questo grado di articolazione delle parti.

Il contenuto è ben protetto da una custodia a libro, rinforzata da fogli metallici. All’esterno decorazioni votive della Madonna a sinistra e di una croce a due braccia sulla destra.

All’interno una piccolissima scultura della Madonna con Bambino, sigilli in ceralacca, elementi vegetali, anelli e soprattutto un foglio danneggiato dal tempo contenente una minuziosa preghiera per attuare un esorcismo.

La rarità dei breverl sta nella loro difficile reperibilità, poiché spesso, dopo essere stati utilizzati per condurre rituali scaramantici venivano bruciati o sepolti sotto gli ingressi delle abitazioni.

Rinvenuto durante gli scavi archeologici condotti tra il 2021 e il 2022 nell’area esterna alla chiesa di San Nicolò dell’Isola, l’oggetto ha sin da subito suggerito la considerazione religiosa dell’area, probabilmente meta di pratiche devozionali e pellegrinaggi, data la tipicità dei breverl in Germania, probabilmente interessati anche da persone provenienti da lì.

Il raro esemplare, sfuggito alle fiamme della superstizione, ci permette di cogliere le tracce delle credenze popolari del passato, credenze che peraltro attraversano e rendono l’immagine di un’Europa molto più stretta dalle interazioni e i legami umani di quanto possiamo immaginare.

Questo è soltanto un esempio dei molti reperti che, tra le teche del museo, paiono sussurrare quesiti insolvibili.

Misteri che riaffiorano, al riaffiorare delle cose, dalla terra.

Immagine di Nicola Sanguineti

Nicola Sanguineti

Classe 1999, mi sono laureato in Italianistica presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre appassionato di letteratura, comunicazione e arti visuali, svolgo l'attività di redattore presso aritmie.org per il quale intervisto scrittrici e scrittori di fama nazionale. Attualmente lavoro per l'area culturale di Mediaterraneo Servizi

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