Venerdì 28 agosto si torna alla scoperta della storia delle famiglie nobiliari liguri, in particolare dedite ad attività commerciali, che, nel corso dei secoli, le portarono ad arricchirsi sempre più e a creare, oltre che i loro sontuosi palazzi a Genova, anche luoghi di soggiorno e villeggiatura nei borghi della costa, contribuendo a trasformarne il volto e lasciando nel tessuto urbano preziose testimonianze ancora oggi visibili. Dopo il successo della conferenza “Presenze nobiliari genovesi a Sestri Levante e le loro ville”, venerdì 28 agosto alle ore 21 presso la terrazza dei Bagni Liguria, sul lungomare di Sestri Levante, si terrà l’incontro “Tradizioni liguri: la pesca del corallo in Liguria”, promosso dal Comune di Sestri Levante e Mediaterraneo Servizi tramite il MuSel – Museo Archeologico e della Città di Sestri Levante, in collaborazione con i Bagni Liguria, per accompagnare cittadini e turisti alla scoperta di una pagina affascinante della storia locale. L’incontro culturale è a cura di Claudia Habich, storica dell’arte e guida turistica abilitata, dedicato alle presenze nobiliari genovesi a Sestri Levante e alle loro ville. Si tratterà di una conversazione, a partecipazione libera e gratuita, che vuole esser un’occasione per conoscere un po’ più da vicino il mare e la pesca del cosiddetto “oro rosso”, di cui i Liguri, in particolare i genovesi fin dall’epoca medievale godettero del monopolio quasi incontrastato.
Quali le ragioni di questo “primato”? Probabilmente grazie alla loro intraprendenza e abilità marinara, le famiglie liguri di armatori e mercanti alimentano per lungo tempo la fiorente industria della lavorazione del corallo, la cui fama si protrae fino ai giorni nostri. Il loro ambito operativo si estendeva nel Mediterraneo occidentale con impiego di capitali, di uomini e di risorse. Risalgono infatti al XII secolo le prime notizie storiche riguardanti alcuni uomini di Portofino dediti alla pesca del corallo che con i proventi di tale attività fecero costruire un piccolo tempio presso la cappella di San Giorgio, ma è altresì certo che nello stesso periodo si contavano numerosi pescatori anche in altri borghi rivieraschi, come Cervo e Laigueglia nella riviera di Ponente.
Ma forse non tutti sanno che le famiglie liguri andavano alla ricerca del corallo anche sulle coste della Sardegna o quelle africane: le famiglie Doria e Malaspina ad Alghero e Bosa, ed è interessante la storia dei Lomellini a Tabarca, piccola isola quasi di fronte a Tunisi, dove fu installato un vero e proprio principato. Dal commercio del corallo i Lomellini ricavarono immense ricchezze che permisero di destinare una considerevole somma all’erezione della chiesa dell’Annunziata del Vastato a Genova. E tale attività per i Lomellini durò fino alla prima metà del Settecento quando si trasferirono nell’isoletta di Carloforte, non lontano da Cagliari, dove ancor oggi si parla genovese!