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Concluso con successo il Festival dei Due Mari di Sestri Levante. Due chiacchere con l’ideatrice Guendalina Fazzini.

Si è concluso lo scorso weekend, con l’esibizione finale dei partecipanti, nello scenario del Teatro Arena Conchiglia, la terza Edizione del Festival dei Due Mari, il Festival dedicato alla Danza di Sestri Levante.

Per una settimana le sale del Centro Congressi dell’Annunziata, in Baia del Silenzio, sono state trasformate in aule dedicate a circa una sessantina di allievi provenienti da diverse regioni del Nord Italia, professionisti internazionali come il celebre coreografo statunitense Bill Goodson e diversi protagonisti del mondo della Danza Italiana come il maestro Maurizio Tamellini e Marco Ferrini hanno contribuito al successo di questa terza edizione, conclusa nell’entusiasmo e nella soddisfazione dello staff organizzativo e di tutti i partecipanti.

Abbiamo deciso così di intervistare Guendalina Fazzini insegnante e direttrice della Scuola di Danza D.A.S. Dance Art Studios di Sestri Levante e organizzatrice del Festival dei Due Mari

Un festival della danza a Sestri Levante, un’idea di successo considerato il numero degli iscritti delle prime edizioni e la partecipazione riscontrata in questo momento di emergenza post Covid. Come è nato il Festival?

Il Festival nasce dalla volontà di portare la Danza a livelli professionali nella mia città ovvero Sestri Levante, ho sempre creduto nel mio lavoro ed il mio desiderio era quello di mettere la mia esperienza a disposizione di un ampio numero di allievi che non fossero solo “locali” ma anche provenienti da altre regioni e da scuole differenti. Grazie all’impegno di colleghi professionisti siamo riusciti in questi anni a costruire un progetto di qualità che permette agli studenti di studiare nonostante la chiusura estiva delle rispettive scuole.

La Danza è sempre stata considerata una disciplina per pochi, di élite, come si pone il Festival dei Due Mari nei confronti di questa corrente di pensiero?

Diciamo che il Festival dei Due Mari nasce proprio con uno spirito diverso. La Danza è una forma d’espressione artistica e culturale, una disciplina che arriva al cuore di tutti non solo di quei “pochi” come spesso si vuole pensare. Il Festival si pone come mezzo per fare conoscere la Danza a tutti. Le nostre classi sono molto varie, frequentate sia da allievi sia da professionisti, sia da semplici amanti della Danza stessa e questo è sicuramente una caratteristica unica per un Festival di questo calibro.

L’emergenza Covid, ha segnato profondamente numerosi settori, tra questi uno dei più colpiti è stato senza dubbio il mondo dello spettacolo. Abbiamo visto nei mesi di lockdown tantissime forme di solidarietà tra i vari protagonisti del mondo teatrale, molti hanno offerto lezioni online tramite video e dirette sui canali social. Ci sono stati diversi pareri contrastanti a riguardo, cosa ne pensa come insegnante dall’esperienza pluridecennale dello “smart learning” ? E’ pensabile nella Danza ?

La Danza ha sicuramente bisogno dello spazio e dell’interazione insegnante allievo che online non può instaurarsi, la “pulizia” ovvero la correzione degli esercizi è fondamentale perchè nessun dettaglio del corpo viene lasciato al caso, credo che lo smart learning sia stato e sarà “un aiuto” notevole nell’insegnamento ma totalmente inadeguato per discipline come la Danza, tante accademie hanno iniziato questo percorso in fase di emergenza per poi abbonarlo vista l’infattibilità. Grazie al Festival è stato possibile con tutte le misure di sicurezza e restrizioni necessarie, tornare in aula e ricreare il legame tra insegnante e allievo.

Stiamo assistendo ad una perdita totale di controllo sui più giovani e giovanissimi, fenomeno dovuto ad una situazione senza precedenti che ha colto stato ed istituzioni, totalmente impreparate. Quanto secondo lei può aiutare ed incidere nello sviluppo di un adolescente e preadolescente dedicarsi ad attività “rigide” sotto certi punti di vista come la Danza, che chiedono costanza, disciplina, impegno e forza di volontà? Sarebbe il caso vista l’attuale situazione di sensibilizzare la diffusione di attività similari?

Una disciplina come la Danza può costituire sia un momento di aggregazione per i ragazzi sia un momento formativo, è una passione che cresce seguendo delle regole molto precise. Chi si approccia alla Danza da piccolo sviluppa una sensibilità maggiore verso l’armonia e l’arte e sopratutto una costanza nell’organizzazione delle proprie giornate scandite dalle lezioni, quindi si, sensibilizzare e diffondere attività similari può sicuramente contribuire nel formare giovani più responsabili e consapevoli.

Considerazioni sull’edizione appena conclusa e premesse per la prossima ?

E’ stato un Festival particolare post emergenza, che ha riavvicinato grazie alla passione per la Danza, le persone. Mi ha colpito molto l’attenzione dei ragazzi nel perseguire tutte le misure di sicurezza nel rispetto dei compagni e degli insegnanti si percepiva la voglia e il bisogno di ritornare a studiare e questo è stato molto incoraggiante.

Siamo molto contenti di aver avuto la fiducia ed il sostegno del Comune di Sestri Levante e soprattutto di Mediaterraneo Servizi con la quale collaboriamo sinergicamente fin dalla prima edizione. Il successo è stato inaspettato e siamo convinti che la prossima edizione, Covid permettendo, sarà ancora più gratificante, proprio per questo ci siamo già messi all’opera.

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Veronica Roti

Veronica Roti

Sono nata e cresciuta a Santa Margherita Ligure, diplomata al Liceo Socio Psico Pedagogico di Chiavari, ho continuato gli studi laureandomi in Scienze della Comunicazione a Savona. Dopo un’esperienza di lavoro all’estero, ho vissuto due anni a Milano, dove ho conseguito la laurea magistrale in Marketing, Consumi e Comunicazione specializzandomi così nell’affascinante mondo della comunicazione. Dopo la laurea, sono tornata in Liguria, dove ho avuto modo di scoprire le diverse sfumature del settore grazie a differenti esperienze lavorative nel marketing e nell’organizzazione di eventi.

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