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Intervista a Domenico Bertorino. Unione, quarantena e speranza

Domenico Bertorino è il responsabile del settore giovanile del Sestri Levante. In questo periodo tutto si è bloccato compreso il calcio. Come la stanno prendendo i tuoi ragazzi?
I ragazzi stanno sicuramente soffrendo lontano dal campo ma sanno che è l’unica soluzione per tornarci il prima possibile.

Hai avuto modo di comunicare con qualcuno di loro dall’inizio della quarantena? Cosa gli hai detto?
Tramite la chat dei formatori abbiamo pubblicato foto di gruppo per ogni leva. L’idea era quella di tenere i ragazzi su col morale, fare spirito di squadra. La comunicazione è comunque minimale e attraverso i formatori.

Il mondo del calcio cambierà dopo questo trauma? Se si come?
Il mondo del calcio, non solo quello, cambierà sicuramente almeno all’inizio. Poi, speriamo al più presto, torneremo alla normalità. E allora magari scopriremo che non sarà più normalità, ma gioia estrema.

Secondo te il campionato sarà portato a termine?
Presumo, ma non ci sono certezze, che per sicurezza la stagione non riprenda. Anche perché finirebbe a fine maggio.

Dicono che questo tempo sospeso sia il momento della riflessione, di reimmaginare le cose. Tu a cosa hai pensato?
Ho pensato che finita l’emergenza assaporeremo la normalità come un evento straordinario. Credo che sapremo ritrovare la bellezza nella semplicità delle piccole cose che prima davamo per scontate.

Puoi consigliarci un film, un libro e una canzone sul calcio?
Come film suggerisco “Fuga per la vittoria”, per la storia che racconta e per i valori che comunica. Se mi chiedi un libro ti rispondo “Cuentos de futbol”. È un’antologia di scrittori sudamericani che raccontano storie di calcio semplici ma affascinanti. C’è un racconto su un tifoso del Velez in cui mi immedesimo particolarmente, tifando Toro.

E per la canzone? Se mi dici La leva calcistica del ’68 mi commuovo.
Beh direi di farti commuovere.

Ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore Non è mica da questi particolari Che si giudica un giocatore Un giocatore lo vedi dal coraggio Dall’altruismo e dalla fantasia.

Immagine di Veronica Roti

Veronica Roti

Sono nata e cresciuta a Santa Margherita Ligure, diplomata al Liceo Socio Psico Pedagogico di Chiavari, ho continuato gli studi laureandomi in Scienze della Comunicazione a Savona. Dopo un’esperienza di lavoro all’estero, ho vissuto due anni a Milano, dove ho conseguito la laurea magistrale in Marketing, Consumi e Comunicazione specializzandomi così nell’affascinante mondo della comunicazione. Dopo la laurea, sono tornata in Liguria, dove ho avuto modo di scoprire le diverse sfumature del settore grazie a differenti esperienze lavorative nel marketing e nell’organizzazione di eventi.

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