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Le xilografie di Eugenio Maria Raffo e l’arte operaia a Sestri Levante

Presso la sala nel ‘900 del Musel è possibile ammirare diversi reperti che rimandano inevitabilmente alla vocazione industriale delle cittadine di Sestri Levante e Riva Trigoso, un tratto che le ha caratterizzate per quasi tutto il secolo scorso, ciò che difficilmente ci si immaginerebbe di scorgere invece sono delle opere d’arte.

Ma non si tratta di semplici passatempi, di opere che videro la luce ai margini della scandita giornata operaia, tra una pausa e l’altra. La storia che ci permettono di raccontare è ben più interessante. Si tratta di opere afferenti alle discipline più diverse, ma c’è qualcosa che cattura subito chi lambisce la sala con lo sguardo: si tratta delle xilografie di Eugenio Maria Raffo.

Nato a Sestri nel 1904, il piccolo Eugenio vive un’infanzia indelebilmente segnata dalla perdita di entrambi i genitori. A prendersi cura di lui sarà lo zio prete, Don Angelo Loero, all’epoca parroco di Casarza Ligure, dove il bambino si trasferirà e frequenterà le scuole elementari. Sin da subito si distingue tra i coetanei per una notevole abilità nel disegno, per la facilità nel ritrarre la realtà che lo circonda. Poi di seguito una vita di avvenimenti gioiosi e tragici: la leva militare a Roma e l’incontro fondamentale con Almerinda (Linda) Leoni, sua futura moglie; la morte dei tre figli avuti dalla giovane coppia che sembrano richiamare quel presagio di morte mai del tutto svanito nella vita di Eugenio.
Il lavorò, poi, è una costante. Operaio tornitore nel reparto elettricisti dello stabilimento sestrese della Fabbrica Italiana Tubi (FIT), localmente nota come “Tubifera”. Tra la fine degli anni ‘20 e i primi anni ‘30, Eugenio stringe un’amicizia che gli cambierà la vita.

Tra i colleghi ce n’è uno che ha il pallino della scrittura: si chiama Giovanni Descalzo e diventerà un autore di romanzi, poesie e saggi, ma per ora è soltanto un operaio che, durante una pausa, nota l’abilità di Raffo come disegnatore. .

L’arguto collega chiede se, con una mano come la sua, gli sia mai venuto in mente di dedicarsi alla xilografia. Raffo ammette di conoscere poco o nulla la tecnica e questo suscita l’intraprendenza di Descalzo che, si reca a Genova presso l’editore e xilografo Mimmo Guelfi, (anima delle edizioni All’Insegna della Tarasca) che aveva già edito alcuni suoi lavori, e si fa prestare alcune delle vecchie matrici incise per portarle a Raffo.

Il nostro è un operaio nell’esatta misura in cui è un artista e, dopo aver studiato attentamente quelle tavolette di legno inciso, si mette al lavoro per fabbricare quelli che diverranno i suoi strumenti.

Sgorbie e bulini vedono la luce da sapienti mani che forgiano e affilano l’acciaio, torniscono il legno per farne manici. Raffo probabilmente ancora non lo sa, ma è l’inizio di una storia fatta di amicizia, arte e lavoro che caratterizzerà la sua intera avventura umana e professionale.


I primi soggetti raffigurati
sono per lo più vari scorci di Sestri Levante, come la Basilica di Santa Maria di Nazareth e il porto; immagini a tema religioso e splendide nature morte.
Sul finire degli anni ’40, l’amico Giovanni Descalzo
sigla poi un duraturo sodalizio artistico commissionandogli l’incisione dei testi e delle illustrazioni per la sua raccolta di poesie “Variazioni“, edita nel 1947 per le Edizioni del Gallo di Genova.

Allo stesso periodo risalgono le  lllustrazioni xilografiche delle norme di sicurezza sul lavoro, che gli vengono commissionate dalla direzione dello stabilimento FIT, per essere stampate sul retro delle buste paga dei dipendenti. Si tratta di opere di estrema peculiarità, sia per il pregio artistico delle illustrazioni sia per l’attenzione dimostrata dall’azienda verso l’importante tematica della prevenzione antinfortunistica.

Nella concezione odierna del lavoro spesso si fatica a crederlo possibile, ma queste xilografie non rappresentano una mera decorazione: sono invece il frutto di una vita di fabbrica profondamente costruttiva, fatta di rapporti e di attenzione all’edificazione sociale e intellettuale dei dipendenti. Le opere di Raffo sono arte di fabbrica perché sono frutto della vita di fabbrica e solo in seguito una sua raffigurazione. Ancora una volta risulta sorprendente come delle semplici tavolette di legno inciso possano proiettarci in un orizzonte umano e professionale inedito, decisamente distante da quello che forse avremmo potuto immaginare.

– Nicola Sanguineti

Immagine di Nicola Sanguineti

Nicola Sanguineti

Classe 1999, mi sono laureato in Italianistica presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre appassionato di letteratura, comunicazione e arti visuali, svolgo l'attività di redattore presso aritmie.org per il quale intervisto scrittrici e scrittori di fama nazionale. Attualmente lavoro per l'area culturale di Mediaterraneo Servizi

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