C’è un dato che, più di altri, racconta il valore della giornata di confronto sulla nuova rete IAT Ligure: per la prima volta, attorno allo stesso tavolo, si sono ritrovati quasi tutti gli attori dell’accoglienza turistica regionale. Non è un dettaglio organizzativo, è un cambio di paradigma.
All’Acquario di Genova, mercoledì scorso 25 marzo, non si è parlato soltanto di strumenti o di modelli gestionali, ma di una visione condivisa: “fare sistema”. Una parola abusata nel lessico delle politiche turistiche, ma che questa volta sembra trovare una concreta possibilità di attuazione.
Per chi, come Mediaterraneo, gestisce quotidianamente un ufficio IAT, nel nostro caso quello di Sestri Levante, il tema non è teorico. È fatto di relazioni con i visitatori, di richieste sempre più complesse, di necessità di aggiornamento continuo e di una crescente integrazione tra informazione, promozione e narrazione del territorio.
C’è poi un altro aspetto, meno evidente ma altrettanto strategico: la rete IAT come presidio territoriale. Non solo punto informativo, ma nodo di connessione tra comunità locali, operatori economici e visitatori. Un luogo fisico e digitale in cui si costruisce quotidianamente l’immagine della destinazione. Il progetto metterà al centro territorio, comunità ed esperienza del turista.
Per questi motivi ci tengo a valorizzare il lavoro che quotidianamente svolge il personale di Mediaterraneo allo IAT di Corso Colombo, vero e proprio punto di riferimento non solo per turisti ma anche per i residenti.