La settimana successiva alla vetrina di Sanremo, l’attenzione del nostro territorio si sposta dalle luci dello spettacolo alla profondità della memoria storica. Al MuSel di Sestri Levante, dal 2 al 6 marzo, si è compiuto un piccolo silenzioso passo nel futuro: la digitalizzazione integrale delle collezioni civiche e statali di Palazzo Fascie. L’operazione, che parte del progetto PNRR della Regione Liguria per la cultura, garantisce una gestione sicura del patrimonio nazionale grazie al coordinamento Gianluca Spirito, già dirigente del settore cultura, musei e spettacolo, di Regione Liguria, e alla funzionaria Simona Caleca.
Un esempio concreto: il cuore pulsante di questa attività risiede nella capacità di far rivivere tesori come i Cippi del Monte Ramaceto, vere “pietre con una anima storica” e tra le più affascinanti tracce romane nel Levante, le uniche del genere in Italia. Questi blocchi non erano semplici segnacoli, ma solenni “termini”: pilastri di un’organizzazione territoriale che duemila anni fa delimitavano pascoli e proprietà dai terreni dell’amministrazione di Roma. Erano confini così cruciali per l’equilibrio delle comunità da richiedere, come narrano le fonti, persino l’arbitrato diretto del Senato Romano.
Rileggere oggi questi antichi confini attraverso il digitale significa restituire attualità a queste “pietre” e permettere anche ad un ragazzo del 2026 di “toccare” virtualmente la storia sul proprio tablet.
Questo investimento tecnologico garantisce che la memoria del Levante continui a vivere, offrendo alle nuove generazioni un legame diretto con le proprie radici e un’identità che resti un bene comune, finalmente a portata di mano.
Leggi l’articolo di Nicola Sanguineti