Sestri Levante vanta tradizioni marinare molto importanti dai comandanti di velieri e navi ai pescatori che hanno fatto la storia della cittadina. Ecco tutto questo sembra essere stato dimenticato negli ultimi 30 anni dove il tempo si è fermato ma non il mare che ha fatto scempio tre volte con mareggiate, barche affondate, passeggiata a mare coperta di pietre fino alla distruzione della passerella pedonale costata quasi un milione di euro. Poche le ricariche della diga con i marosi che superano con facilità il molo creando danni all’interno della rada cosi come la violenta risacca interna all’area portuale. Poi a giugno come per incanto i 500 ormeggi vengono occupati da barche di piccola e media grandezza e fino a settembre tutto fila liscio….forse sarebbe più giusto dire che filava liscio perchè quest’anno la situazione , come quella dello scorso anno, rischia di diventare mortale per il piccolo microcosmo marinaro .La passerella troncata a metà, la sede dello yacht abbandonata e fatiscente, nessuna ricarica della diga e rinforzo della banchina di fatto spezzata nell’ultimo tratto e l ‘insabbiamento inesorabile impedisce che l’approdo sia sicuro. In questo quadro di inserisce anche la categoria dei pescatori professionisti con 17 cassoni dove riporre le attrezzature progettati con poco criterio distrutti dalle mareggiate, con colonnine di acqua e luce abbandonate e ovviamente caos in banchina con situazioni poco edificanti. Che fare? qualcosa forse si muove : l approvazione di un progetto per costruire 15 box da destinare alla pesca potrebbe già essere un incentivo per temere in ordine la banchina portuale, la messa a bando dei locali dello Yacht Club un’altra opportunità per rilanciare la zona e cosi pure iil ricambio nella gestione dei 30 ormeggi che erano in capo al sodalizio sportivo fallito. Da ultimo anche la proposta di creare un campo boe esterno a pagamento per ridurre l’affollamento di yacht in estate potrebbe funzionare se però ci fossero i controlli per evitare gli ormeggi “selvaggi”. Per la stagione 2026 poco o nulla cambierà le speranze sono rivolte al prossimo anno ma resta l’incognita della necessita di rinforzare la diga foranea altrimenti gli sforzi saranno ancora una volta vani.,