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“Ventu a tera” una leggenda dell’Unione Sportiva Sestri Levante 1919

Anno: 1974

La storia di oggi è una storia di prima di DAZN, prima di SKY e di Facebook. Racconta di quando giocare al calcio era una questione di rabbia o d’amore, di bambini che nel dopoguerra giocavano in strade polverose fino a tardi, dove le auto passavano ogni tanto, con le mamme sul terrazzo delle case a chiamarli per la cena.

C’è un gruppetto di questi ragazzini che gioca, uno di loro resta solo contro cinque avversari e se li beve tutti correndo come il vento. E infatti un signore anziano che li guarda dice “Quelu lì è cumme u Ventu a tera”. Il ragazzo si è appena conquistato il soprannome che lo accompagnerà per tutta la vita. Dissolvenza.

Ora Giovanni “Ventu a tera” Carniglia è cresciuto ed è diventato il terzino del U.S. Sestri Levante. È il 9 marzo del 1974, sabato, si gioca in anticipo il derby del Tigullio, Sestri Levante – Entella. Erano altri tempi, si diceva. Tempi in cui le gallerie di Sant’Anna erano una specie di cortina di ferro tra la Chiavari bianca ricca e borghese e la Sestri rossa, povera e operaia. A Chiavari c’era il Vescovo e il seminario, A Sestri c’era il sindaco comunista e partigiano. Questo per dire che quella dannata partita era quella più attesa da tutti i tifosi.

La partita finisce 1-0 per il Sestri grazie al gol messo a segno da Tonino Sacco al 34’ del primo tempo. Quel giorno sono presenti al Sivori circa 2000 spettatori. La formazione dell’Unione per 8/11 è sestrina fino al midollo. Nell’Entella militano due di Sestri, Luigi Zolezzi e Luigi “Zizzi” Stagnaro, che vengono presi di mira dal pubblico di casa.

Questa è la foto che ritrae il momento in cui al triplice fischio, Giovanni Carniglia detto “Ventu a tera” scorta Luigi “Zizzi” Stagnaro verso gli spogliatoi passando davanti alla tribuna del Sivori. Entrambi sono rivani di nascita, sestrini di anagrafe, ma il primo è corsaro, l’altro ha scelto la “parrocchia” sbagliata. “Zizzi” è considerato un traditore dai tifosi che lo contestano aspramente, “Ventu a tera” lo protegge.

Anche in un momento così drammatico, in un calcio dove i fasti dovevano ancora arrivare, quanto sembravano più “veri” questi uomini, con il più grande che protegge il più piccolo, il vincitore che difende lo sconfitto.

La storia finisce con “Zizzi” che l’anno dopo si trasferisce al Sestri. “Ventu a tera” continuerà a “soffiare” sul Sivori fino al 1975, quando appenderà gli scarpini al chiodo a 39 anni. L’Atalanta lo aveva cercato, nonostante la bassa statura, aveva un’elevazione eccezionale. Ma lui non andò.
Ci ha lasciato nel novembre del 2017.

P.S. Chi scrive ringrazia Joel Roberto Capello per questa perla.

Immagine di Veronica Roti

Veronica Roti

Sono nata e cresciuta a Santa Margherita Ligure, diplomata al Liceo Socio Psico Pedagogico di Chiavari, ho continuato gli studi laureandomi in Scienze della Comunicazione a Savona. Dopo un’esperienza di lavoro all’estero, ho vissuto due anni a Milano, dove ho conseguito la laurea magistrale in Marketing, Consumi e Comunicazione specializzandomi così nell’affascinante mondo della comunicazione. Dopo la laurea, sono tornata in Liguria, dove ho avuto modo di scoprire le diverse sfumature del settore grazie a differenti esperienze lavorative nel marketing e nell’organizzazione di eventi.

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